Domani a Milano ci saranno due piazze contrapposte, con la Lega che manifesterà per Israele e un corteo indetto dai giovani palestinesi.
E a poche ore dall’iniziativa del Carroccio il ministro Matteo Salvini mostra sui social una scritta di minacce comparsa a Milano, “Salvini devi morire”. “Chi pensa di spaventarci, come qualche baby-gang che mi ha minacciato di morte imbrattando un palazzo nella mia città, si sbaglia di grosso. Mi dispiace per i proprietari dell’immobile: spero che gli idioti vengano identificati e puniti facendo ripulire le scritte. Avanti, senza paura e col sorriso”, commenta il ministro postando la foto della scritta. Solidarietà al ministro da esponenti della maggioranza di governo e dalla premier che commenta: “Più ci attaccano, più ci rafforziamo. L’iniziativa della Lega è prevista a largo Cairoli alle 15.00. Alla stessa ora partirà un corteo che si svolgerà non lontano dal Duomo, da piazza Oberdan a piazza Missori, a cui i giovani palestinesi chiedono di aderire con lo slogan: “Palestina libera, fermate il genocidio”.
“Scendete in piazza con noi e fate di tutto affinché ci sia giustizia per un popolo che resiste al colonialismo israeliano da più di 75 anni”. A Roma, l’appuntamento contro la guerra e pro-Palestina è alle 14.00 con un corteo da piazza Vittorio fino a piazza di Porta San Giovanni. Un’iniziativa che è anche una contromanifestazione alle commemorazioni nella giornata dedicata alle Forze Armate. Ci saranno studenti universitari della sinistra, ma anche aderenti all’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e dell’Università, il Movimento studenti palestinesi in Italia, la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, diverse associazioni e movimenti, partiti di sinistra e sindacati per chiedere lo stop all’invio di armi in Ucraina ma anche il riconoscimento dello Stato Palestinese e la fine del genocidio a Gaza, la revoca dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele, l’uscita dell’Italia dalla Nato, il taglio delle spese militari per finanziare invece le spese sociali.
