“Le tue esternazioni sono del tutto incompatibili con gli obblighi da te specificatamente assunti nei confronti del Movimento con riferimento sia alla malleveria sia ai contratti di pubblicità e comunicazione: ciò mi obbliga a valutare possibili iniziative dirette a sospendere l’esecuzione delle prestazioni a carico del Movimento derivanti dalla malleveria, e il recesso dai contratti di pubblicità e comunicazione”. E’ quanto si legge nella lettera che Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha inviato a Beppe Grillo. Le affermazioni del garante, per Conte, sono “gravi inesattezze ed evidenti distorsioni” sul suo ruolo: “La custodia dei valori fondamentali dell’azione politica del movimento e il potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme statutarie (non voglio qui discutere la legittimità e la concreta rilevanza giuridica di tale altisonante previsione), si risolvono in una moral suasion, ma di certo non si estendono all’esercizio di un supposto diritto di veto o addirittura alla inibizione della consultazione assembleare su uno o più temi della vita del Movimento”, precisa Conte.
“Quanto alla impossibilità di aprire un confronto deliberativo sui principi fondativi del Movimento 5 Stelle- prosegue la lettera di Giuseppe Conte a Grillo- ti rammento che nessuna norma statutaria è sottratta a possibili modifiche e/o revisioni da parte dell’assemblea; la stessa Carta dei principi e dei valori è in astratto modificabile (art. 10, lett. h, dello Statuto); così come è prevista dallo statuto (art. 13, lett. a, dello Statuto) la possibilità di modificare il simbolo”.
