Conte ai ferri corti con Grillo: minaccia di strappargli il contratto da 300mila euro l’anno

“Le tue esternazioni sono del tutto incompatibili con gli obblighi da te specificatamente assunti nei confronti del Movimento con riferimento sia alla malleveria sia ai contratti di pubblicità e comunicazione: ciò mi obbliga a valutare possibili iniziative dirette a sospendere l’esecuzione delle prestazioni a carico del Movimento derivanti dalla malleveria, e il recesso dai contratti di pubblicità e comunicazione”. E’ quanto si legge nella lettera che Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha inviato a Beppe Grillo. Le affermazioni del garante, per Conte, sono “gravi inesattezze ed evidenti distorsioni” sul suo ruolo: “La custodia dei valori fondamentali dell’azione politica del movimento e il potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme statutarie (non voglio qui discutere la legittimità e la concreta rilevanza giuridica di tale altisonante previsione), si risolvono in una moral suasion, ma di certo non si estendono all’esercizio di un supposto diritto di veto o addirittura alla inibizione della consultazione assembleare su uno o più temi della vita del Movimento”, precisa Conte.

“Quanto alla impossibilità di aprire un confronto deliberativo sui principi fondativi del Movimento 5 Stelle- prosegue la lettera di Giuseppe Conte a Grillo- ti rammento che nessuna norma statutaria è sottratta a possibili modifiche e/o revisioni da parte dell’assemblea; la stessa Carta dei principi e dei valori è in astratto modificabile (art. 10, lett. h, dello Statuto); così come è prevista dallo statuto (art. 13, lett. a, dello Statuto) la possibilità di modificare il simbolo”.

 

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