Il recente discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Marsiglia ha scatenato un acceso dibattito diplomatico, culminato nella dura reazione di Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo. Le parole di Mattarella, che hanno accostato l’attuale aggressione russa all’Ucraina ai regimi totalitari del XX secolo, non sono certo prive di fondamento storico, ma forse avrebbero meritato una formulazione più diplomatica. Equiparare direttamente la Russia odierna alla Germania nazista è una semplificazione eccessiva, che ha inevitabilmente provocato un risentimento da parte di Mosca. Tuttavia, per quanto il Cremlino possa sentirsi offeso, la reazione russa appare del tutto sproporzionata e sintomatica di una strategia più ampia di vittimismo e manipolazione della memoria storica.
Un Equilibrio Diplomatico da Mantenere
Il Presidente Mattarella ha senza dubbio espresso un punto di vista condivisibile: la Russia ha avviato una guerra d’aggressione, ha annesso territori con pretesti infondati e ha usato una retorica che riecheggia quella del passato. Tuttavia, in politica internazionale, la forma è spesso importante quanto la sostanza. Sostenere che la Russia odierna ricalchi in tutto e per tutto il Terzo Reich rischia di apparire come un’esagerazione storica che compromette il dialogo diplomatico. Anche nella condanna più ferma, un Capo di Stato dovrebbe evitare formule che lascino spazio a inutili escalation verbali. La reazione di Mosca, per quanto prevedibile, avrebbe potuto essere evitata con una maggiore prudenza retorica.
Il Vittimismo della Propaganda Russa
La risposta della Zakharova, tuttavia, non si è limitata a una legittima espressione di dissenso. Il Cremlino ha trasformato un discorso politico in un attacco alla “sacralità” dello Stato russo, arrivando a definire le parole di Mattarella una “blasfemia”. Questo tipo di linguaggio tradisce non solo una visione autoritaria del potere, ma anche un vittimismo esasperato, che la Russia utilizza sistematicamente per presentarsi come una nazione perennemente sotto attacco da parte dell’Occidente.
Questo atteggiamento è palesemente ipocrita. La Russia accusa l’Occidente di manipolare la storia, ma finge di dimenticare il Patto Molotov-Ribbentrop, le deportazioni di massa operate dall’Unione Sovietica, l’invasione della Polonia e della Finlandia e la brutale repressione delle libertà nei paesi del Patto di Varsavia. Mosca si lamenta della propaganda occidentale ma conduce una delle più spietate campagne di disinformazione della storia recente. Il Cremlino condanna il “neonazismo” in Ucraina, ma chiude un occhio su Wagner, un gruppo di mercenari che sfoggia apertamente simboli e retoriche estremiste. Difficile prendere sul serio le lamentele della diplomazia russa quando la loro narrativa è così selettiva.
Dalle Parole alle Minacce: Una Reazione Sproporzionata
Se le parole di Mattarella possono essere considerate eccessive dal punto di vista diplomatico, la reazione russa è stata completamente fuori scala. Non solo Mosca ha lanciato un attacco mediatico senza precedenti contro l’Italia, ma ci sono stati anche episodi di hackeraggio contro infrastrutture digitali italiane, che se confermati costituirebbero un vero e proprio atto ostile. Passare dalleproteste formali alle azioni di disturbo informatico significa alzare il livello dello scontro su un piano che esula dalla semplice diplomazia e si avvicina a quello delle provocazioni ibride.
L’Occidente, e l’Italia in particolare, non devono cadere nel gioco russo. Se è vero che bisogna evitare provocazioni inutili, è altrettanto vero che non si può accettare che un paese straniero possa minacciare e attaccare sistemi italiani per ritorsione contro una dichiarazione politica. La risposta dell’Italia deve essere ferma e coerente con la nostra posizione di paese membro della NATO e dell’Unione Europea.
La Russia è Davvero una Minaccia?
Un altro punto da considerare è la reale portata della minaccia russa. Mosca si presenta come una potenza inarrestabile, ma i fatti suggeriscono una realtà ben diversa. Il conflitto in Ucraina ha dimostrato i limiti delle forze armate russe: un piccolo esercito come quello ucraino, con il solo sostegno occidentale, sta infliggendo pesanti sconfitte a Mosca, nonostante l’intervento di mercenari coreani e il supporto indiretto di Iran e Corea del Nord. Se la Russia fatica contro l’Ucraina, è difficile immaginare che possa sostenere uno scontro diretto con le forze NATO, senza considerare che Pechino non avrebbe alcun interesse a sostenere un’avventura militare russa che destabilizzerebbe ulteriormente il mondo.
L’unico vero fattore che mantiene la Russia in una posizione di forza è il suo arsenale nucleare. Tuttavia, un conflitto atomico sarebbe un suicidio per tutti, compresa la stessa Mosca. Di conseguenza, la minaccia russa, pur essendo un problema da non sottovalutare, è molto meno concreta di quanto la propaganda del Cremlino voglia far credere.
Uno Sguardo al Futuro
La vicenda della risposta di Zakharova a Mattarella è un esempio perfetto di come la Russia utilizzi la propaganda e il vittimismo per alimentare la sua narrativa anti-occidentale. Certo, il Presidente italiano avrebbe potuto esprimere la sua condanna con maggiore prudenza, ma la reazione di Mosca dimostra una sensibilità selettiva e ipocrita. La Russia non può pretendere di dare lezioni di storia quando manipola il passato a suo piacimento, né può minacciare azioni ostili per ogni critica che riceve. L’Occidente deve continuare a difendere la verità storica e a sostenere l’Ucraina, senza però cadere nella trappola delle provocazioni retoriche.
Più in generale, è necessario, anzi urgente, che l’Unione Europea si dia una svegliata e inizi a dimostrare di avere il pieno controllo di sé. Deve mettere in campo una forza diplomatica seria, efficace ed efficiente, smettendo finalmente di fare la Cenerentola sbeffeggiata dal mondo intero. Il mondo sta cambiando rapidamente, e l’Europa deve diventare adulta: il tempo delle esitazioni è finito. Solo una politica estera assertiva e determinata può garantire che l’UE sia un attore globale rispettato e non un semplice spettatore delle dinamiche internazionali.
Andrea Franchi
