L’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà a disposizione uno strumento in più per individuare i crediti dei contribuenti morosi e avviare con maggiore rapidità i pignoramenti presso terzi. Con il provvedimento direttoriale n. 153611 del 22 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha infatti definito le modalità con cui saranno condivisi i dati ricavati dalle fatture elettroniche, rendendo più semplice individuare clienti e committenti del debitore.
La misura dà attuazione a quanto previsto dalla legge di Bilancio 2026 e introduce un nuovo sistema di scambio di informazioni tra l’Amministrazione finanziaria e l’Agente della riscossione.
Come funzionerà il nuovo sistema
L’archivio delle fatture elettroniche conservato dall’Agenzia delle Entrate diventa una fonte di informazioni per individuare i soggetti che intrattengono rapporti economici con contribuenti iscritti a ruolo.
I dati che verranno trasmessi non riguarderanno il contenuto dettagliato delle singole fatture, ma alcune informazioni selezionate relative ai sei mesi precedenti. In particolare saranno comunicati l’ammontare complessivo delle fatture emesse nei confronti dello stesso cliente, il numero dei documenti fiscali intercorsi e gli elementi identificativi del soggetto che potrebbe essere destinatario di un eventuale pignoramento, come codice fiscale, partita IVA, denominazione e domicilio fiscale.
Secondo il provvedimento, il trattamento dei dati è stato impostato nel rispetto del principio di minimizzazione previsto dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) e ha ottenuto il parere favorevole del Garante per la privacy.
Dalla PEC allo scambio automatico
Nella fase iniziale lo scambio delle informazioni avverrà tramite posta elettronica certificata, utilizzando file protetti da password comunicata separatamente e accessibili esclusivamente al personale autorizzato.
L’obiettivo finale, però, è la completa automazione del sistema. Una volta completata l’infrastruttura informatica, i dati potranno essere trasferiti direttamente tra le due amministrazioni attraverso un collegamento digitale dedicato, riducendo sensibilmente i tempi necessari per individuare i crediti aggredibili e avviare le procedure esecutive.
Cosa cambia per clienti e fornitori
L’utilizzo delle fatture elettroniche consentirà all’Agente della riscossione di individuare con maggiore precisione i clienti dei contribuenti debitori e di notificare più rapidamente il pignoramento presso terzi.
Quando questo atto viene notificato, il cliente del debitore non può più versare le somme dovute al proprio fornitore, ma deve destinarle all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino a concorrenza del debito iscritto a ruolo.
Per questo motivo diventa fondamentale prestare attenzione alla data di notifica dell’atto. Se il pagamento viene effettuato al fornitore dopo che il pignoramento è già stato notificato, il versamento potrebbe non avere efficacia nei confronti dell’Erario. In tale ipotesi il terzo pignorato rischia di dover corrispondere nuovamente le stesse somme all’Agente della riscossione, con la conseguenza di sostenere un doppio esborso.
La nuova procedura punta quindi a rendere più efficiente il recupero dei crediti fiscali, sfruttando le informazioni già presenti nell’archivio delle fatture elettroniche per individuare in tempi più rapidi i soggetti nei confronti dei quali possono essere attivate le azioni esecutive.
Noemi De Noia
