Il Pd va verso il congresso: De Micheli in campo, pronti Bonaccini e Schlein

Nel Pd le grandi manovre per il congresso indetto da Enrico Letta sono già iniziate. Da statuto, la prima tappa sarà la convocazione della Direzione nazionale per approvare il regolamento: da quel momento, i candidati dovranno venire allo scoperto e raccogliere le firme. Ufficialmente, quindi, la corsa non è ancora partita ma di nomi ne circolano già: con un’intervista a Repubblica.it in serata è scesa in campo l’ex Ministra Paola De Micheli: “Ho 49 anni, un curriculum fitto e la voglia di spendermi in qualcosa d’importante. Voglio puntare sui militanti, troppo spesso dimenticati, quando non umiliati, e sulla definizione della nostra identità”. Per tutta la giornata ad avere le quotazioni più alte sono stati il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e la sua vice Elly Schleyn.

Le discussioni e le trattive sul congresso devono procedere con quelle sulle nomine che si dovranno fare dopo l’insediamento del Parlamento, il 13 ottobre: capigruppovicepresidenze della Camere, presidenze di commissione e via dicendo; intanto ad animare i capannelli è il dibattito sul possibile derby Bonaccini e Schlein, che per adesso non hanno fatto passi ufficiali. Il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem Matteo Ricci ha già fatto capire ai suoi che è intenzionato a correre e altri big starebbero riflettendo, come il vicesegretario Pd Peppe Provenzano e il sindaco di Firenze Dario Nardella. Un altro primo cittadino, quello di Bari Antonio Decaro, potrebbe essere della partita: “È l’intero modello su cui il Pd si fonda che va smantellato”, ha detto; una dichiarazione che non è piaciuta a Francesco Boccia, della segreteria Pd: “Smantellare mi sa di rottamare. Mi auguro che lo schema non sia: il nuovo è bello e il vecchio è cattivo”. Che il confronto non sarà semplice lo fanno intuire certe dichiarazioni, come quella di Matteo Orfini, che non ha lesinato critiche ai candidati in pectore: “I nomi che leggo sono di persone che sono state in primissima linea in questa campagna, con risultati non esattamente esaltanti”.

Per Andrea Orlando serve “una risposta straordinaria. Occorre un passaggio rifondativo con quella sinistra diffusa che ha alzato, anche per nostri limiti, un muro di diffidenza”. Enrico Letta accompagna il partito al Congresso e si tiene al di sopra della contesa. Nel derby Bonaccini-Schlein resta il quadro singolare della sfida fra due esponenti di vertice della stessa Regione, un aspetto che, però, col passare delle ore viene sempre meno sottolineato, così come non pare possa influire il fatto che Schlein non sia iscritta al Pd. Intanto ci sono da decidere le nomine alla Camera e al Senato, due le strade possibili: aspettare l’esito del congresso e poi discutere. Oppure far sedere a un tavolo i leader delle varie aree e cercare una via ordinata. Anche per i capigruppo è iniziato il totonomi: al Senato si fanno quelli di Dario Franceschini, Graziano Delrio, Francesco Boccia, Cecilia D’Elia o la conferma di Simona Malpezzi. Per la Camera Anna Ascani, Lia Quartapelle, Marianna Madia, Nicola Zingaretti, ma anche la conferma di Debora Serracchiani o De Micheli o la stessa Schlein.

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