Tajani post-Berlusconi, “Ora sulle nostre gambe”

“Non possiamo essere più il partito che viene sempre coperto e aiutato dal suo leader. Adesso dobbiamo camminare con le nostre gambe, è il miglior modo per rendere onore a Berlusconi”. Antonio Tajani sintetizza in questa frase.

Il vicepremier e ministro degli Esteri non ha scelto a caso di fare il proprio primo comizio politico-programmatico da nuovo leader azzurro nel contesto della kermesse giovanile.

Berlusconi ha costruito FI perchè andasse avanti, perchè fosse portatrice dei suoi valori nel futuro e noi siamo ripartiti dai valori. È stata una tre giorni piena di contenuti. C’è un movimento giovanile vero – ha aggiunto – non truppe cammellate”.

Temi su cui Tajani non si è sottratto dall’esprimere chiaramente il suo pensiero: “Noi combattiamo per dei valori – ha detto – non per una poltrona. Siamo alleati dei nostri amici del centrodestra ma anche diversi.

Siamo fieri di essere FI e vogliamo andare avanti con la nostra bandiera e il nostro simbolo e le idee di Silvio Berlusconi.

Capitolo manovra: Tajani ha citato le parole del Cavaliere: “Per far crescere l’economia c’è una triplice regola: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Serve una riforma, una rivoluzione fiscale che è ovvio che non si possa realizzare in sei mesi, ma bisogna avere in testa un percorso che porti alla progressiva riduzione della pressione fiscale.

“Dobbiamo stabilizzare il taglio del cuneo fiscale – ha spiegato – dobbiamo detassare le tredicesime, gli straordinari e i premi di produzione. Dobbiamo cominciare dal lavoro, perchè oggi abbiamo un problema grave che è l’inflazione. Dobbiamo difendere il potere d’acquisto delle famiglie italiane”.

Su questo fronte è partito l‘affondo alla Bce: “Dobbiamo battere anche in Europa sulle grandi questioni economiche, sui tassi d’interesse e sulle scelte della Bce. Aumentare il costo del denaro in Europa significa provocare la recessione”.

Sempre in prospettiva legge di Bilancio, per Tajani “sulle pensioni minime siamo riusciti ad arrivare a 600 euro ma entro fine legislatura dobbiamo arrivare a mille euro” e “serve anche una riforma della Sanità, per una sanità di prossimità, meno Stato e più privati nell’economia”.

Sul fronte elettorale, Tajani ha insistito col suo disegno di creare liste aperte a componenti e candidati esterni, nel solco però del popolarismo europeo: “Le sfide elettorali del 2024 – ha detto – sono le sfide chiave della nostra storia.

Dobbiamo vincere, lo sforzo sarà quello di fare liste forti e competitive. Andremo avanti negli anni ottenendo risultati sempre migliori.

Da ministro degli Esteri, Tajani ha ribadito di volere “un’Italia protagonista in Europa e nel mondo, con due stelle polari, atlantismo ed europeismo”. Sull’Ucraina: “vogliamo che si raggiunga la pace ma deve essere una pace giusta, e non l’occupazione di un Paese con forze militari straniere”.

Salutando la platea della kermesse, il segretario di FI si è complimentato con tutti i presenti per lo “straordinario successo”. “Gli italiani – ha concluso – guarderanno a Fi come quella forza che garantisce stabilità. Questa è la ripartenza, da domani si ricomincia comune per comune e casa per casa”.

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