Tensione in Ue sui migranti, Michel attacca Von der Leyen

Il dossier migrazione, rischia di assorbire le energie di una riunione che era stata pensata per parlare, innanzitutto, di autonomia strategica e allargamento.

Il no della Tunisia ai fondi Ue è stata solo la ciliegina sulla torta, nonché l’ennesimo colpo a un Memorandum che, a Bruxelles, continua a dividere. “E’ una chiara lezione.

Il coinvolgimento degli Stati membri è fondamentale per il successo” di queste intese, ha scandito Charles Michel, puntando innanzitutto a un obiettivo: Ursula von der Leyen. Le parole del presidente del Consiglio Ue hanno certificato il malumore che serpeggia a Bruxelles e in diverse cancellerie per le modalità con cui è stato condotto il Memorandum firmato a luglio da von der Leyen, Giorgia Meloni e Mark Rutte; “Non era questa la procedura, è importante che i Paesi membri dicano sì o no a quanto negoziato dalla Commissione”, ha ricordato Michel.

“Il Memorandum non ha risolto nulla, bisogna intervenire con la solidarietà obbligatoria”, ha ribadito il gruppo S&D. Al vertice dei 27 di venerdì si parlerà di migrazione a 360 gradi; a Granada “mi aspetto passi avanti”, ha sottolineato Giorgia Meloni, forte della solidità dell’asse dei Med9 emersa a Malta. Ma sulla dimensione interna l’Ue continua a navigare a vista: Polonia e Ungheria in Andalusia riproporranno la loro richiesta dell’unanimità nelle decisioni sul tema. Sul regolamento sulle crisi migratorie, e sul ruolo delle Ong che ha diviso Roma e Berlino, Bruxelles non rinuncia all’idea di un rapido compromesso.

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