Giorgia Meloni, in un convegno alla Camera, rilancia la “madre di tutte le riforme” a un mese dal voto europeo.
Assistono al confronto promosso dalle fondazioni De Gasperi e Craxi, degli ex Ministri Angelino Alfano e Margherita Boniver, nella Sala della Regina. Ci sono i Ministri Andra Abodi, Luca Ciriani e Orazio Schillaci, il sottosegretario Alfredo Mantovano, ma anche cantanti come Pupo e Iva Zanicchi, attori, sportivi come Filippo Magnini, parlamentari tra cui il leghista Antonio Angelucci.
Meloni nel suo lungo intervento difende la riforma il cui obiettivo è la stabilità ed “evitare i ribaltoni.
La premier insiste molto sul fatto che la riforma non riguardi il breve periodo, anzi: “Mi sono interrogata su come i miei avversari politici utilizzerebbero questa riforma se fossero al governo, ma non mi faccio questi problemi.
Per me è un rischio fare questa riforma, ma ho l’occasione, per la prima volta in molti anni di fare qualcosa che può servire al futuro del Paese”.
Consideravo già questo un segnale di disponibilità al dialogo, che evidentemente non è stato colto. Ma sono sempre disponibile al dialogo, se non è dilatorio”. A stretto giro arriva la replica della segretaria del Pd, Elly Schlein: “Che pena le mistificazioni costanti da parte di Giorgia Meloni. È inutile che mi attacchi, non ci spaventano”.
L’esame è partito con un dibattito fiume che impegnerà l’Aula nei prossimi giorni: 13 ore di interventi, 80 gli iscritti a parlare, nell’elenco anche la senatrice a vita Liliana Segre. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha nuovamente garantito che non ci sarà “nessuna accelerazione immotivata” ma anche avvertito che non permetterà “nessun ritardo strumentale”.
