Si è conclusa ieri pomeriggio la kermesse di Fratelli d’Italia organizzata a Piazza del Popolo per il suo decennale. A chiudere i festeggiamenti è arrivata l’ospite più attesa, Giorgia Meloni, non solo leader e fondatrice del partito ma adesso anche Presidente del Consiglio. Accolta da un’ovazione e da un video saluto dei suoi alleati di centrodestra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, la Meloni ha ringraziato la classe dirigente per l’organizzazione dell’evento ben riuscito, a cui molti ministri e personaggi di spicco sullo scenario politico hanno partecipato. Super ottimista, la premier rassicura gli italiani: «Cresciamo più di Francia, Germania e Spagna nell’ultimo trimestre, possiamo farcela».
Meloni, intervistata da Roberto Inciocchi (Sky Tg24), ricorda il 2012, anno di fondazione di Fdi, rimembrando che in molti scommettevano sul fatto che il partito non sarebbe sopravvissuto. “Certezza di morte, scarse possibilità di riuscita, che cosa stiamo aspettando?”. E la scommessa fu “di fare politica privilegiando ciò che era giusto rispetto a ciò che era utile al tuo destino”.
Alla domanda su quale sia stato il passaggio più difficile della storia del partito, la premier risponde: “Chiedimi qual è stato quello facile, per noi di facile non c’è stato mai niente. Eravamo come il criceto nella ruota, non riuscivi mai a vedere i risultati di quello che stavi facendo. Sapevo però che per noi sarebbe stato più difficile arrivare al 5% di quanto non fosse dal 5% arrivare molto più avanti”. Meloni ha confessato anche di essere stata ad un passo dal mollare tutto, dal dare le dimissioni se alle europee del 2019 Fratelli d’Italia non fosse riuscita a raggiungere la soglia di sbarramento, ma il risultato fu positivo: 6,4%.
Oggi è fiduciosa sulla durata del governo. “Tra 5 anni non penso di essere rieletta, magari mi riprendo la mia vita. Ma per ora non farò le cose guardando i sondaggi ma i dati su pil, ricchezza, occupazione, su quanti figli si fanno”. Difende la manovra, rivolgendosi ai sindacati: “Ho trovato bizzarre le posizioni di alcuni sindacati. La Cgil dice che è una manovra contro i poveri, poi difende il Pos e dice che è discutibile la scelta di indicizzare di più le pensioni minime piuttosto che quelle alte, è una cosa che da un sindacato di sinistra non mi aspetterei”.
Poi tocca il tema dell’immigrazione. Se il prossimo consiglio europeo – spiega – “sarà dedicato alle rotte migratorie e alla difesa dei confini esterni. Questo lo si deve al fatto che l’Italia ha smesso di accettare supinamente qualcosa di inaccettabile, e cioè che l’Italia fosse l’unico porto di sbarco. E ha alzato la testa. In cambio di che cosa i migranti verrebbero redistribuiti? C’è un accordo tacito ed è quello che l’Italia sia l’unico porto di sbarco. E allora non trovate forte la reazione della Francia di fronte alla prima nave Ong che arriva in Francia? 230 persone a fronte della 94mila arrivate in Italia da inizio anno. L’ho chiesto al Pd in aula e mi hanno risposto di no perché loro ritengono che gli italiani non hanno gli stessi diritti degli altri”.
Una digressione la incentra sull’aver querelato Saviano: “Non la ritiro non perché io non sia avvezza alla critica. Ma Saviano mi ha dato della bastarda affibbiandomi la responsabilità della morte di un bambino in mare. Per me è un’accusa infamante. Chiedo alla magistratura se è così. Io non voglio politicizzare la questione. Questo lo sta facendo Saviano. Io da cittadina ho querelato un altro cittadino. Io rispetto tutti e gli altri devono rispettare me. E’ finita l’Italia in cui chi è di centrodestra ha meno diritti di chi è di sinistra. Nessuno è al di sopra delle legge, tutti si devono assumere la responsabilità di quello che fanno”.
Sui rave abusivi nessun passo indietro: “non puoi più organizzare rave illegalmente: paghi le tasse, chiedi le autorizzazioni… fai tutto quello che devono fare i poveri cristi”. Poi spiega: “non hanno il Pos, come si fa a pagare con la carta di credito se non c’è il Pos ai rave party? Ci sono delle contraddizioni surreali. E’ finita l’Italia dello Stato che si accanisce sulle persone perbene. E’ finita. Adesso anche l’Italia si fa rispettare”.
Non si spinge a rivelare il candidato per le regionali che a breve si terranno nel Lazio. “Non sciolgo oggi il nodo ma chiaramente l’indicazione del candidato alle regionali spetta a Fdi. Tengo molto anche al fatto che ci sia un nome condiviso dagli alleati” di conseguenza “domani farò una rosa di tre nomi agli alleati ed entro lunedì annuncerò il nome del candidato alla presidenza della Regione Lazio”.
